[PLANTARI: COME EVITARLI CORREGGENDO LE GINOCCHIA. La storia di Marco e del suo FALSO PIEDE PIATTO]

By | maggio 5, 2016

feet-179233_1920 Oggi vi voglio raccontare della storia di Marco, 11 anni, che ieri è venuto da me per la prima volta, portato dalla madre.

Marco gioca a calcio da quando ha 6 anni, e il MOTIVO per cui viene da me è che GLI DICONO (fate bene attenzione!) che ha le spalle in avanti, che è CURVO, che è GOBBO.

Indago un po’ sul suo passato, e gli chiedo se ci sono dolori, fastidi, tensioni da qualche parte.

E Marco mi dice:

‘Mah…io sulla schiena non sento niente e non mi sento neanche tanto gobbo

[nb come la società può condizionare la visione che abbiamo di noi stessi] ,

ma ho un FASTIDIO ad entrambi i TALLONI, soprattutto sul destro, sia quando sto per un po’ in piedi e sia quando faccio calcio’

Gli chiedo subito se si è mai fatto male ai piedi, caviglie, ginocchia..e dopo un po’ mi dice che qualche anno prima aveva preso una gran botta al ginocchia destro, che ancora oggi gli dava ogni tanto fastidio.

Lo faccio mettere in piedi e gli faccio l’ANALISI POSTURALE.

Marco a mio avviso, più che un dorso curvo, ha un dorso piatto. Significa cioè che più che avere ‘la gobba’ , come dicono i suoi amici, ha le scapole troppo ‘in fuori’ e questo vuol dire che ha il dorso più rientrante! Il contrario cioè di quello che appare in realtà!

Oltre al dorso, vado ovviamente subito ad osservargli le GINOCCHIA.

Lo faccio mettere a piedi uniti e gli chiedo se ci sono tensioni da qualche parte.

Mi dice che il SUO DOLORE al tallone, in una scala da 1 a 10, ha valore 8. TANTO cavolo! Gli dico subito che è una roccia, perchè nonostante il dolore non si lamenta e gioca lo stesso a calcio quasi ogni giorno!

Gli osservo le ginocchia, e noto che entrambe (ma soprattuto la destra) sono intraruotate. Significa cioè che sono ruotate verso l’interno.

Altra cosa significativa sono i piedi. A vederli così sembrerebbero dei PIEDI PIATTI.

Un piede è piatto quando manca o è ridotta la VOLTA PLANTARE, cioè quell’arco sotto i piedi che madre natura ci ha donato per permettere l’ammortizzazione ad ogni passo e il ritorno venoso.

Perdere la VOLTA PLANTARE significa avere un appoggio non uniforme e non fisiologico sul piede, significa avere scompensi sulle articolazioni di ginocchio e anca, significa avere alla lunga problemi circolatori e meno equilibrio.

Insomma…come dico sempre…

se madre natura ci ha fatto in una determinata maniera…un senso logico e funzionale deve esserci no?

Dovete sapere che sono RARISSIMI i VERI PIEDI PIATTI,quelli congeniti, cioè quelli dalla nascita insomma.

La maggior parte dei piedi piatti che troviamo (a qualsiasi età) sono dovuti a RETRAZIONE MUSCOLARE della CATENA POSTERIORE.

Cosa vuol dire??

Che la maggior parte dei piedi piatti sono migliorabili e molto spesso risolvibili andando a lavorare nel RIALLUNGO della MUSCOLATURA POSTERIORE del nostro corpo (CATENA POSTERIORE) e in particolare di polpaccio, femorale, coscia.

Per capire se un piede è vero o falso piatto, c’è una semplicissima verifica da fare, riportando quindi DRITTO CIO’ CHE E’ STORTO.

In questo caso, ho fatto ruotare le ginocchia verso l’esterno riportandole in asse (rimetteendole come dovrebbero stare insomma) e ho osservato cosa succedeva sul piede.

MAGIA!

La volta plantare si riforma!

In questo video vedi chiaramente il meccanismo che avviene.

No, non sono una maga, non è magia, sono semplicemente meccanismi compensativi che il corpo mette in atto per non sentire un dolore, un fastidio, per sentire ‘tirare meno’ la muscolatura se è accorciata.

Faccio e rifaccio il test, mostrando alla madre esterefatta, il collegamento che c’è tra ginocchia e piede.

A conferma del fatto che rimettendo in asse quello che è storto vi sono dei miglioramenti, chiedo quanta tensione sente Marco sul tallone, un volta messe dritte le ginocchia. Mi risponde 5..quindi significa che solo scaricando l’appoggio la sua tensione è diminuita di 3 punti!!

Oltre a ciò guardando verso l’alto, magicamente, anche le spalle si aprono e quella ‘gobba’ che diceva di avere, si riduce di un 50% minimo.

La madre mi chiede come ho fatto, perchè era già stata da fisioterapisti, osteopati, ma nessuno aveva ragionato in quel modo. Tutti avevano lavorato sulla schiena, o direttamente sul tallone, ma nessuno era stato in grado di avere un approccio più globale su Marco e vedere la sua problematica nell’insieme.

Le dico semplicemente che io OSSERVO. E osservando vedo dove il corpo ha creato scompensi e alterazioni, e vedo di capire perchè le ha messe in atto.

Poi basta rimettere dritto quello che il corpo ha ‘stortato’ e il gioco è fatto.

La risposta è SEMPRE del cliente! Ogni reazione, ogni tensione, ogni compenso è SOLO e SOLAMENTE del cliente e ognuno di NOI usa strategie diverse di compenso che vanno indagate e approfondite.

Nel caso di Marco, quel trauma al ginocchio e il fatto che gioca a calcio senza fare mai (o quasi mai) stretching alla fine, ha portato la muscolatura della gamba a contrarsi, a retrarsi e a fare ruotare le ginocchia verso l’interno, causando quindi il piede piatto.

Ricapitolando, cosa è avvenuto nel corpo di Marco?

  • trauma al ginocchio = muscolatura che si contrae e si accorcia

  • calcio = muscolatura corta, dato che non fa stretching

  • compenso in rotazione interna del ginocchio

  • perdita della volta plantare

  • dolore al tallone

  • ‘ingobbimento’ sulla schiena

Ora vedete molto chiaramente, come da un EFFETTO (schiena) sono andata a risalire fino a scovare il motivo e la vera CAUSA della sua postura errata e del suo DOLORE al tallone.

Quindi..ora per sistemare la postura di Marco e fargli passare il suo dolore, TU cosa faresti??

Molti esperti lavorerebbero sulla schiena, gli farebbero esercizi in apertura, ginnastica posturale vecchio stampo, andrebbero a fargli laser, tecar o qualche altro macchinario sul tallone…

E invece il mio APPROCIO qual’è secondo voi??

Lavoro sulla CAUSA, metto dritto ciò che è storto.

Lavoro quindi sul decontratturare la muscolatura dell’arto inferiore e soprattutto rimetto in asse grazie agli esercizi posturali di Mezieres, tutta la sua postura, andando a lavorare nello specifico sulla extrarotazione del ginocchio.

Marco a fine seduta (abbiamo fatto solo 20′ perchè tra indagine, domande, foto ecc. il tempo è volato) mi dice che il suo dolore al tallone è quasi nullo e la madre guardandolo mi fa:

‘ cavolo Marco, sarà un’impressione, ma mi sembri anche più dritto..’

No..non è un impressione…è il METODO che funziona.

E’ lavorare con LOGICA.

E’ sapere OSSERVARE, DECIFRARE, LEGGERE il corpo di ogni persona e capire cosa di speciale ha da raccontarci.

Ogni volta, anche dopo parecchi anni, mi sorprendo ancora..

Il nostro CORPO è UNICO e come tale ha bisogno del rispetto e della cura che richiede.

Hai mai provato a valutare il tuo grado di flessibilità e mobilità?

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Alla prossima,

katia

2 thoughts on “[PLANTARI: COME EVITARLI CORREGGENDO LE GINOCCHIA. La storia di Marco e del suo FALSO PIEDE PIATTO]

  1. Luigi

    Ciao Katia dopo aver letto questa tua mail ho deciso di scriverti per capire cosa fare.
    Ho un problema analogo ma una età differente, 45 anni. Sono stato sempre uno sportivo e dunque tanti traumi hanno colpito caviglie, ginocchia, etcetc ma l’ultimo del Giugno 2016 ha lasciato ad oggi il segno. Senza dilungarmi troppo, a giugno dello scorso anno ho subito una distorsione del ginocchio destro ( fortunatamente senza rottura dei legamenti e menischi) e dopo mesi e mesi di laser, crioterapia, magnetoterapia, fisioterapia in genere, visite ortopediche, infiltrazioni di acido ialuronico e PRP ( quest’ultimo concluso 20 giorni fa) , mi trovo ad avere una contropartita rotule a un ginocchio artrosico che mi limitano parecchio nella pratica sportiva amatoriale rispetto a come ero prima.
    Il mio obiettivo è cercare di recuperare quanto più possibile la normalità della articolazione ( so che il 100% è impossibile….purtroppo) ma negli ultimi giorni una visita da un tecnico che si occupa di plantari mi ha indirizzato verso questa ipotetica soluzione……a suo dire il mio piede è leggermente piatto e, senza naturalmente fare le considerazioni che ho letto nella tua mail, per lui un plantare adatto alla situazione potrebbe aiutarmi.
    Ora, dopo aver letto la tua mail, fermo restando la mia non più tenera età di 45enne, il “sospetto” di un ginocchio intraruotato e di una catena posteriore realmente molto rigida e bloccata ( a tale proposito da qualche settimana mi sono avvicinato allo yoga proprio per cercare di migliorare la flessibilità muscolare) mi sta entrando nel cervello……..purtroppo vivo molto distante da Thiene ( sono siciliano) ma ho letto che anche a distanza sei nelle condizioni di proporre una consulenza e/o di seguirmi……ti scrivo questa mail per capire dunque cosa ne pensi, che consigli mi puoi dare e cosa ritieni opportuno propormi data la distanza che non mi consentirebbe una costante attività fatta in maniera diretta.
    In attesa di tua risposta, saluti

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    1. Katia Vaccari Post author

      Buonasera Luigi! le sue ipotesi sono probabilmente tutte vere. Il plantare può servire, ma solo dopo aver corretto la postura. Non c’è cosa più sbagliata che andare a mettere un plantare in una postura non correttamente allineata. A mio avviso peggiorerebbe a lungo andare il problema. Per quanto riguarda le sedute possiamo fare via skipe, ho gia seguito diverse persone anche dalla sicilia, roma, ecc. Grazie alla seduta skipe individuiamo il problema e poi le consiglio quali esercizi fare per risolvere il problema (o almeno migliorare!).
      Può scrivermi a info@yourpersonaltrainer.it così le spiego le modalità.
      Buona serata. katia

      Reply

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