[ARTROSI all’ ANCA : eccoti spiegato in modo semplice e chiaro da cosa deriva e come fare per evitarla!! ]

By | aprile 24, 2016

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Ciao!

Sicuramente avrai già sentito parlare di ARTROSI all’ ANCA e conoscerai sicuramente qualcuno che ne ha sofferto o ne soffre tutt’ ora o peggio ancora è dovuta ricorrere alla protesi, perchè di salvabile ormai c’era ben poco.

Ma cos’è in parole povere (o meglio in termini semplici) l’artrosi all’anca?

Se lo chiedessi ad un medico o ad un ortopedico, inizierebbe a parlarti in termini tecnici, utilizzando nomi specifici (giustamente anche) e usando una terminologia che potresti capire solo se tu fossi laureato in medicina o fisioterapia.

A me piace invece parlarti e spiegartelo in termini semplici, magari anche troppo elementari per certi aspetti, ma voglio che tu riesca a capire di cosa stiamo parlando e soprattuto quali sono le cause che determinano questa problematica.

Bene, allora, l’artrosi all’anca (o coxoartrosi) è una patologia degenerativa a carico dell’articolazione dell’anca appunto.

Cosa significa?

Significa che è una problematica che se non presa per tempo, è destinata a peggiorare fino all’intervento chirurgico.

Te lo spiego bene in questo mio video:

La cosa che è importante sottolineare, è che l’ARTROSI è un EFFETTO, NON una CAUSA diretta. Ciò significa che alla base deve esserci per forza uno o più elementi scatenanti che la determinano.

Per capirci, non è che una mattina mi sveglio e mi accorgo di aver l’ARTROSI!

Non è come un raffreddore, o un mal di gola!

Per svilupparsi ha bisogno di un bel po’ di tempo, e solitamente prima di essere vera e propria ARTROSI,

il corpo ci manda dei segnali più o meno chiari, che però solitamente (come sempre) noi non ascoltiamo!

Ad esempio, un fastidio quando stiamo troppo seduti, uno scricchiolio ogni volta che muoviamo l’anca oltre un certo grado di movimento, una tensione a livello dell’anca appunto oppure quella sensazione di ‘dover far scattare l’anca’, come se si ogni tanto si bloccasse.

Ecco, questi sono alcuni dei segnali che dovrebbero metterci un attimino sull’attenti e iniziare a valutare come siamo messi dal punto di vista posturale, articolare e muscolare..

L’ artrosi si manifesta con dolore a livello dell’anca e dell’inguine e, se non sistemata, porta ad usura della cartilagine e sfregamento di osso contro osso.

Lo sfregamento poi porta gran dolore ad ogni movimento dell’anca e questo nel 90% dei casi porta il soggetto ad operarsi e a dover ricorrere alla protesi.

Cosa succede in pratica?

L’articolazione dell’anca è un’ articolazione molto mobile che unisce il femore (l’osso della coscia per capirci) con l’ ossa dell’anca. Per impedire lo sfregamento ad ogni movimento della gamba, all’interno dell’articolazione, madre natura ci ha forniti di un’ abbondante quantità di cartilagine, che riveste le estremità ossee e che impedisce l’usura delle stesse.

Se vi è uno schiacciamento dell’articolazione (quindi un osso viene diciamo schiacciato progressivamente verso l’altro) la cartilagine si assottiglierà sempre più, finché vi sarà lo sfregamento osso contro osso, quindi dolore e intervento chirurgico di protesi!

Ma finché vi è ancora anche una minima quantità di cartilagine, è possibile intervenire con esercizi mirati (che ti mostrò nel video qui di seguito) e impedire quindi l’operazione!

La causa dello schiacciamento a livello articolare è dato dalla troppa tensione della muscolatura attorno all’articolazione. Quindi l’anca appare ‘imprigionata’ da un eccesso di tensione (intesa come accorciamento muscolare, retrazione, muscolatura ‘corta’ per capirci), portandola mano a mano a muoversi sempre meno.

Molti ‘esperti’ consigliano di potenziare la muscolatura per favorirne il movimento, prescrivendo cyclette ed esercizi di rinforzo.

Ma ora…anche se tu non sei un esperto del settore, puoi ben capire che se già l’anca appare imprigionata da muscoli troppo forti e troppo rigidi, che senso ha andare a rafforzarli ancora di più??

Così facendo l’ effetto immediato sarà quello di aumentare la tensione e bloccare maggiormente l’articolazione, causando ulteriore compressione e ulteriore usura!

La prima cosa da fare sarà per cui riallungare la muscolatura che arriva all’anca, e cioè tutta la muscolatura del gluteo, psoas, tensore della fascia lata, adduttori, e altri muscoli più piccoli.

Solo in questo modo ridarò libertà alla muscolatura, detensionandola, quindi levando tensione, e permettendo all’articolazione di muoversi nuovamente più liberamente.

Nel contempo però (cosa FONDAMENTALE!) va indagata quale sia stata la CAUSA che ha determinato quell’accorciamento muscolare!

Altrimenti è come aver un pavimento allagato e voler spazzar fuori l’acqua senza capire il motivo che lo ha fatto allagare, che potrebbe essere un buco sul tetto o un rubinetto aperto. Quindi, in questo caso, vado prima a lavorare sulla CAUSA (chiudo il rubinetto o riparo il tetto) e poi sull’ EFFETTO, riallungo la muscolatura per dare libertà all’articolazione!

Le CAUSE possono essere davvero molte, ed è importante determinare quale sia quella scatenante (anche con l’aiuto di persone competenti che ragionano in quest’ottica!!).

Ti elenco qui alcune delle cause più comuni riscontrate:

  • trauma diretto: una caduta sul fianco, un colpo, una botta

 

  • tipo di lavoro: la postura assunta al lavoro è molto importante. Soggetti più a ‘rischio’ sono coloro che sollecitano molto questa articolazione come la sarta che deve pigiare il piede sul pedale della macchina da cucire, o l’agente di commercio, che deve rimanere ore e ore in macchina a guidare

 

  • tipo di sport: anche in questo caso alcuni sport sono più propensi a portare problematiche all’anca, come salto in alto, arti marziali, corsa di fondo ecc.

 

  • cicatrici: con le aderenze che ne derivano portano i tessuti a tendersi e accorciarsi, creando accorciamenti muscolari che vanno a comprimere sull’articolazione

 

  • sovrappeso: l’aumento di peso eccessivo porta un carico sul bacino che deve essere sostenuto e nel tempo provoca schiacciamento e affaticamento anche a livello dell’anca

 

  • alterazioni posturali: se abbiamo un carico mal distribuito a carico della colonna vertebrale, questo molte volte si ripercuote sulle anche e sul bacino

 

  • intestino: una parte di esso è a strettissimo contatto con il muscolo Psoas (che fa parte della muscolatura dell’anca). Se l’intestino risulta infiammato, teso, mal lavorante, questo provocherà a sua volta infiammazione e quindi tensione del muscolo Psoas (che vi passa proprio attaccato), portando poi rigidità e compressione all’articolazione

Come avete capito le cause sono davvero molte, ed è a questo punto fondamentale affidarvi a chi ragiona in quest’ottica, cioè andando a lavorare sia sul fastidio, dolore dell’anca e sia sulla causa che lo ha determinato.

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Molti ‘tecnici’ del settore, compiono, a mio avviso, un DUPLICE ERRORE:

  • vanno a rinforzare la muscolatura, al posto di allungarla e detensionarla

 

  • non indagano la causa del dolore ( e in questo modo e come se avessi una Ferrari in accelerazione con il freno a mano tirato…)

Ovviamente questo è solo il mio parere e il mio pesniero, ma fin’ora i casi che ho trattato e i benefici che le persone hanno avuto mi hanno dato ragione.

Ricapitolando:

  1. indago sulla causa che ha determinato il dolore e lavoro su di essa

  2. detensiono e riallungo la muscolatura dell’anca

  3. consiglio esercizi posturali e accorgimenti importanti da tener presente affinché non si ripresenti il problema

Oggi ti ho parlato di ARTROSI all’anca, ma in realtà qualsiasi tipo di ARTROSI segue lo stesso iter e lo stesso ragionamento.

Ricorda che l’ARTROSI, che sia del ginocchio, del gomito, della spalla, è data da eccessiva compressione ed eccessiva ‘forza’ della muscolatura.

L’importante è sempre allungare, allungare, allungare!!

E questo non significa 3 ore di stretching al giorno!

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a presto

katia

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