Il dolore all’inguine di Gianni e come è ritornato a correre in solo 4 sedute

di | Ottobre 31, 2020

Il dolore all’inguine, quella fitta inguinale che ti fa camminare storto e a volte ti fa stringere i denti persino da seduto, può avere diverse cause. La più frequente è dovuta ad un problema a livello muscolare, ai muscoli che muovono l’anca, come ad esempio una contrattura, uno stiramento o una lussazione.

Il dolore all’inguine può farsi sentire in alcuni casi quando si cammina, o magari solo quando si svolge una certa attività sportiva, quando si fanno certi movimenti oppure anche da fermi, quando la situazione è particolarmente compromessa.

Dolore all’inguine a causa di un problema all’anca

Se il dolore all’inguine dipende da un problema all’anca di solito succede di avere male quando ti alzi dopo che sei stato seduto a lungo oppure dopo che hai fatto una lunga camminata o una corsa o quando cerchi di fare certi movimenti in allungamento come il tipico caso del dolore all’inguine che avverti quando cerchi di allacciarti le scarpe.

Può capitare che in questi casi il dolore parta dall’inguine ma arrivi fino al ginocchio, prenda l’interno coscia e a volte persino il polpaccio.

Dolore all’inguine a causa di disturbi ai tendini

Se la causa del dolore all’inguine invece è un problema ai tendini può succedere di provare dolore quando inizi un’attività fisica che però poi migliora, oppure quando fai uno scatto o un movimento brusco.

Il dolore all’inguine di Gianni e come è ritornato a correre in solo 4 sedute

Sì, lo so, sembra impossibile, e se lo avessi letto io stessa in un qualsiasi articolo di blog o giornale avrei pensato ‘Ecco un’altra storia da megalomani per attirare l’attenzione e far presa sul pubblico!’ e in quel momento avrei smesso di leggere e sarei passata oltre.

Ma non mi piace raccontare bugie, non mi viene bene, e quelle poche volte che l’ho fatto mi son ritrovata paonazza in volto con un gran caldo e i sudori freddi. No, le bugie non fanno proprio per me!

Ed è per questo che quella che ti sto raccontando è una storia VERA

dolore all inguine corsa

Gianni, 34 anni, commerciante, tutto il giorno in auto, lavora tipo 14 ore al giorno e ne dorme 6 a stento. Stressato dal lavoro. Mangia male e ad orari scombinati.

L’unica sua valvola di sfogo è lo sport, un’ora al giorno di corsa gli permette di rilassarsi e buttar fuori tossine (più mentali che fisiche a dire il vero!).

Da un anno però è disperato! Un dolore all’inguine, tipo fitta a livello inguinale non gli dà tregua. Dolore che si estende a tutta la zona del basso ventre fino a comprendere anche la zona lombare nell’ultimo periodo.

Gianni ha speso un sacco di soldi prima di arrivare da me (spesso il professionista che si occupa di POSTURA è l’ultima spiaggia! Un po’ come l’ultima speranza prima del miracolo!).

Gianni ha fatto visite di tutti i tipi: fisioterapisti, ortopedici, osteopati.

Ha fatto risonanze, ecografie, colonscopia, gastroscopia… e nessuno è riuscito a dirgli cos’ha e a toglierli quel fastidioso dolore!

Riposo, riposo e solo riposo era quello che gli dicevano….ma Gianni ha bisogno di muoversi!

Arriva da me mandato da un’amica a cui il mese precedente avevo risolto un problema alla schiena che si portava avanti da un paio d’anni (il passaparola risulta sempre vincente quando i RISULTATI sono CONCRETI e DURATURI).

Il mio approccio è quello che uso sempre in questi casi:

  • SCHEDA RACCOLTA DATI

  • COSTRUZIONE DELLA TIMELINE

  • ANALISI POSTURALE

  • INDIVIDUAZIONE DELLA CAUSA CHE HA PORTATO IL DOLORE

  • ESERCIZI TRATTI DAL METODO MÉZIÈRES

Anche con Gianni il mio approccio è stato lo stesso e già dalle prime battute mi sono resa conto che su quel dolore all’inguine influiva moltissimo la condizione dello PSOAS e l’errata meccanica RESPIRATORIA.

La respirazione è affannata, veloce, non fluida e soprattutto senza l’utilizzo del DIAFRAMMA che risultava bloccato.

Ciò mi fa pensare subito che gli organi sotto ad esso risultino compressi e per questo motivo limitati nel loro normale movimento fisiologico.

Grazie ad alcuni TEST SPECIFICI individuo una forte retrazione dello PSOAS, che potrebbe essere condizionato sia dalla POSTURA mantenuta per molto tempo durante la sua attività lavorativa (star seduti per molto tempo non fa di sicuro bene a quel povero muscolo che parte dalla regione inguinale fino ad inserirsi a livello lombare!).

Gianni inoltre mi conferma che la sua alimentazione non è regolare e che nemmeno la sua motilità intestinale.

E questo mi fa subito collegare il fatto che PSOAS e INTESTINO sono a stretto contatto e che quindi uno condiziona l’altro (poca motilità intestinale=infiammazione intestino=infiammazione psoas=dolore).

A questo punto ho tutti i dati che mi servono e inizio il trattamento.

Lavoro sulla rieducazione respiratoria in PRIMA SQUADRA MÉZIÈRES (che mi porta via un bel po’ di tempo dato che il povero DIAFRAMMA di Gianni chissà da quando non veniva utilizzato correttamente!).

Già dopo una ventina di minuti passati a RESPIRARE la situazione per Gianni migliora (n.b. Molte persone respirano per sopravvivere ma non respirano secondo la corretta fisiologia).

==> sulla RESPIRAZIONE ti consiglio di leggere l’altro mio articolo specifico!!

Passo al trattamento dello PSOAS con esercizi analitici sullo stesso e poi nella messa in GLOBALITA’ per garantire il corretto assetto posturale.

Sono passati 40′ e al termine della prima seduta Gianni si alza, e incredulo mi guarda dicendomi:

‘È impossibile! Il dolore all’inguine è diminuito di un sicuro 60% in una sola seduta! Sono andato da un sacco di persone, ho speso un sacco di soldi e nessuno ha individuato dove stava la CAUSA del mio problema!’

Inizia a far tutti i SUOI TEST, che fino a quel momento gli avevano creato problemi (porta il ginocchio al petto, si inginocchia, si flette avanti, ecc.)

Io lascio che faccia e gli spiego che ragionamento avevo fatto per arrivare a determinare quale trattamento fosse il più idoneo.

Gianni, ancora sorpreso, non esita a fissare il successivo trattamento, e chiedendomi quando potrò tornare a CORRERE.

Vi ricordo che CORRERE per Gianni significa scarico di tensione, sfogo, benessere!

Gli dico che mi servono altri 2 trattamenti e che poi potrà tranquillamente tornare a fare quello che più gli piace.

E così è stato!

Altri 2 trattamenti e il dolore che affliggeva Gianni era diminuito dell’ 80%!!

Ripeto: 80% in meno in sole 3 sedute!

Gli ho fatto un altro trattamento per completare il lavoro e gli ho insegnato degli esercizi da fare ogni sera per mantenere i risultati ottenuti e una consulenza da una nutrizionista per migliorare la condizione del suo intestino.

Ora Gianni sta preparando la sua prima MARATONA! E viene da me periodicamente ogni due settimane per esser certo di essere al TOP della forma.

Ora il suo dolore all’inguine è solo un ricordo e abbiamo impostato un lavoro sulla mobilità e sulla libertà articolare per permettergli di migliorare la performance.

Questo è solo uno dei tanti casi che ogni giorno mi capitano.

Se hai bisogno di una consulenza individuale puoi contattarmi scrivendo un’e-mail a: katiavaccari.pt@gmail.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *