QUANDO LE GINOCCHIA CHE ‘SI AMANO’ DIVENTANO UN PROBLEMA..

By | settembre 13, 2015

Me lo hanno insegnato, ne sono convinta e lo dico sempre ai miei corsi:

‘TIMELINE..ANALISI POSTURALE E LAVORO SULLA CAUSA..’

Ma a volte, quando sembra impossibile che per risolvere una problematica ci voglia propria quell’esercizio, ci casco anch’io..SBAGLIO..e mi faccio male!!

Ma come si dice sempre: imparare dagli errori è la cosa più saggia da fare.

E così mi è successo con il caso di Flavia, 49 anni, impiegata. Soffre di un dolore alla schiena in zona lombare ormai da 20 anni.

Già operata ad un’ernia tra L4-L5, non riesce a star bene. Il dolore è costante, la accompagna giorno e notte e spesso si espande anche alla gamba, con frequenti fenomeni di sciatalgia alla gamba sinistra.

Ormai Flavia le ha provate tutte ma se anche qualche trattamento o terapia dava risultati positivi era solamente una ‘calma apparente’ perché i dolori dopo alcune settimane ritornavano a farsi sentire e a tormentarla in continuazione.

Flavia ormai non fa più sport (anche se un tempo le piaceva molto), non può permettersi nemmeno di fare una passeggiata di mezz’ora con il cane che il dolore peggiora. E quindi, rassegnata, ormai se ne rimane a casa. E non può nemmeno permettersi di giocare con la figlia più piccola di 9 anni, perdendosi così attimi e momenti unici del loro rapporto.

Flavia è giovane dentro, ma si sente vecchia. Si sente come un’ottantenne che deve rinunciare a godersi la vita, anche nel più semplice dei modi, come può essere una scampagnata in montagna, una partita a pallavolo, una nuotata al mare.

Senza considerare il fatto che sta aumentando di peso, e questo di sicuro alla sua schiena non giova.

Inizio la raccolta dati, ma dalla TIMELINE non emerge nulla di particolare, e l’unica causa apparente sembrerebbe essere il lavoro che faceva in passato in cui doveva alzare carichi abbastanza pesanti per 8 ore al giorno.

Essendo che la causa non appare così chiara, passo a farle l’ ANALISI POSTURALE sperando di avere qualche preziosa informazione in più sul suo vissuto e sul suo atteggiamento posturale.

Immediatamente la mia attenzione si focalizza alle sue GINOCCHIA:

quello che la gonna lunga copriva durante il colloquio erano le sue GINOCCHIA VALGHE, che, toccandosi, lasciavano uno spazio tra i piedi di circa 8 cm.

Le chiedo se non ha mai avuto traumi alle ginocchia, anche, caviglie.

Negativo.

Solo nell’ultimo periodo oltre al dolore alla schiena le era emerso un dolore all’ anca sinistra quando camminava un po’ più del solito.

A questo punto cosa fare? Lavorare sulla colonna ipotizzando che CAUSA ed EFFETTO coincida dato il lavoro intenso di sollevamento di carichi protratto per circa quindici anni? o lavorare sulle ginocchia data la errata distribuzione del carico??

Mi sono detta:

‘Katia..è praticamente impossibile che un VALGISMO abbia provocato un’alterazione così forte sull’intero sistema da far uscire un’ernia e provocare così tanto dolore a livello lombare. Iniziamo a lavorare sulla colonna e diamole libertà’.

E così ho fatto: imposto tutta la seduta su un lavoro con esercizi mirati sulla colonna e riallungo della zona lombare.

Terminata la seduta, Flavia si alza e sembra stare meglio. E io penso:

‘Vai! Ho fatto BINGO!’

Ma purtroppo cari ragazzi, così non è stato.

Flavia torna la settimana successiva dicendomi che per alcuni giorni è stata meglio, ma che poi il dolore è tornato facendosi sentire ancor più forte di prima…

CAVOLO!!

la mia ipotesi era sbagliata!

Fortunatamente avevo un’ancora un’altra freccia al mio arco e sfodero la potentissima arma della QUADRUPEDIA.

Spiego a Flavia il mio ragionamento e il motivo dell’ applicazione dell’esercizio. Lei mi dice semplicemente che è nelle mie mani e che vuole solo stare meglio!

Imposto il lavoro di QUADRUPEDIA, calibrando bene tensioni, fastidi, compensi messi in atto e respiro. Focalizzo la mia attenzione alle ginocchia, cercando di portarle il più possibile alla fisiologia.

Faccio rimanere Flavia in posizione per circa una decina di minuti e ripeto l’esercizio tre volte.

Al termine è esausta, stanca (fisicamente e mentalmente dato il pesante impegno propriocettivo che l’esercizio richiede!).

Le chiede di provare ad auto testarsi e di compiere un movimento che solitamente le crea fastidio/dolore o che normalmente non riesce a fare. Lei mi dice che già allacciarsi le scarpe senza sedersi sarebbe una conquista. Le dico di provare a farlo. Lei ride. Io la esorto a provare. Si inchina, lentamente, molto lentamente, aspettandosi che da un momento all’ altro quella schiena maledetta le desse il segnale di STOP.

Ma così non è. Flavia si inchina, senza dolore, con maggior mobilità e scioltezza.

Mi guarda e inizia a ridere. Mi chiede subito cosa deve fare perché il beneficio continui e non cessi dopo alcuni giorni (date le esperienze passate ha paura che sia solo un benessere momentaneo).

Le spiego come fare l’ esercizio a casa e le chiedo di farlo ogni giorno mattina e sera per cinque minuti a volta.

Rivedo Flavia la settimana successiva e mi dice che il dolore è calato di un sicuro 50% !!

Ora Flavia è alla quinta seduta, il dolore alla schiena è scomparso.

E’ rimasto solo un leggero fastidio all’anca sinistra che comunque sta passando.

Da tre settimane ha ripreso le passeggiate serali che da mezz’ora sono diventate di un’ora circa. Ora può dedicare più tempo a giocare con sua figlia senza paura di bloccarsi in ogni momento.

Flavia ha ripreso a godersi la vita, si sta riprendendo i suoi 49 anni. Si sta gustando il sapore di ogni giornata senza quell’ assillante e continuo fastidio che la perseguitava e limitava in tutto.

E la storia è sempre la stessa:

Indagine della CAUSA e togliere quel freno a mano che ci tiene imprigionati!!

Se anche tu vuoi DIFFERENZIARTI dalla massa

e proporre qualcosa di

DIVERSO, PRATICO, EFFICACE, MIRATO.

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2 thoughts on “QUANDO LE GINOCCHIA CHE ‘SI AMANO’ DIVENTANO UN PROBLEMA..

  1. Alessandro Berenato

    La vera essenza e soddisfazione di un Personal Trainer, aiutare le persone a stare meglio per vivere una vita “normale” e dignitosa, goduta a pieno nella sua semplicità…molti se ne dimenticano, colpa della frenesia odierna, brava Katia 😉

    Reply
    1. Katia Vaccari Post author

      Grazie Alessandro! Hai proprio ragione… molte volte ci si dimentica che per prima cosa il cliente è una persona! Il personal è globale, e ti accompagna in un percorso anche fuori dalla palestra. Sono contenta che questo messaggio per me fondamentale, passi. a presto. buon lavoro

      Reply

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