Dolore alla schiena in zona lombare: e se invece fosse solo colpa delle tue ginocchia?

di | Novembre 14, 2020

“Ho un dolore alla schiena in zona lombare che mi accompagna giorno e notte da 20 anni. A volte si espande anche alla gamba, con frequenti fenomeni di sciatalgia alla gamba sinistra. Sono già stata operata ad un’ernia tra L4-L5 ma non riesco a stare bene.

Le ho provate tutte Katia, ma niente. Qualche trattamento o terapia in passato ha dato qualche risultato positivo ma sono state solo delle calme apparenti, perché i dolori dopo alcune settimane ritornavano a farsi sentire e a tormentarmi in continuazione.”

A parlare è Flavia, 49 anni, impiegata.

Flavia ormai non fa più sport (anche se un tempo le piaceva molto), non può permettersi nemmeno di fare una passeggiata di mezz’ora con il cane perché il dolore peggiora. E quindi, rassegnata, ormai se ne rimane a casa. E non può nemmeno permettersi di giocare con la figlia più piccola di 9 anni, perdendosi così attimi e momenti unici del loro rapporto.

statistiche dolore alla schiena lombare

Flavia è giovane dentro, ma si sente vecchia. Si sente come un’ottantenne che deve rinunciare a godersi la vita, anche nel più semplice dei modi, come può essere una scampagnata in montagna, una partita a pallavolo, una nuotata al mare.

Senza considerare il fatto che sta aumentando di peso, e questo di sicuro alla sua schiena non giova.

Mal di schiena lombare: il cattivo compagno di troppe persone

Il mal di schiena lombare è il dolore che colpisce la parte bassa della schiena. Conosciuto anche come lombalgia, il mal di schiena lombare è il tipo di mal di schiena più frequente e comune, più ancora del mal di schiena cervicale.

Come ricorda QuotidianoSanita.it “Le patologie della colonna vertebrale sono estremamente diffuse nei Paesi industrializzati: il cosiddetto mal di schiena, ad esempio, colpisce dal 60 all’80% degli adulti, è la causa più rilevante d’infermità lavorativa e di disabilità sotto i 45 anni.

Alcuni esperti parlano di almeno 15.000.000 di persone che nel nostro paese soffrono di mal di schiena e in particolare di forme di lombalgia, discopatie, stenosi ed ernia del disco lombare.

L’ernia lombare è una malattia molto dolorosa e invalidante, che colpisce prevalentemente i giovani e gli adulti in piena età lavorativa, tra i 20 e i 50 anni, creando enormi problemi sul piano socio-sanitario ed economico.

Le statistiche sanitarie indicano infatti che ogni anno vengono effettuati oltre 50.000 interventi chirurgici per tentare di risolvere problemi legati al dolore in zona lombare.

Questo tipo di patologie impongono ai pazienti notevoli limitazioni e forte scadimento della Qualità della Vita: per le persone con problemi o traumi alla colonna vertebrale anche le più semplici attività quotidiane possono causare dolore e sofferenza.”

Insomma, non solo il dolore lombare è un pessimo compagno di vita, ma può succedere – esattamente come successo a Flavia – che anche a seguito di una pericolosa e dolorosa operazione chirurgica, la situazione non migliori.

Le cause del dolore di schiena in zona lombare

Aumento dell’età media della popolazione e stili di vita troppo sedentari portano i dischi vertebrali a cedere, le articolazioni a deformarsi, la colonna a perdere di elasticità per il poco movimento. “Da ciò deriva l’aumento delle persone con patologie degenerative dolorose della schiena, che possono peggiorare fino all’invalidità”, dice  il dott. Giuseppe Costanzo, Chirurgo Ortopedico, docente della Sapienza Università di Roma.

E aggiunge “Il chirurgo vertebrale deve comunque saper mantenere un atteggiamento equilibrato e operare solo quando serve, anche se i sistemi a disposizione sono sempre più perfezionati”.

Insomma, gli stessi medici sanno (o dovrebbero sapere) che non sempre un dolore di schiena in zona lombare ha realmente bisogno di un intervento chirurgico. Per quanto oggi siano meno invasivi di un tempo, restano comunque operazioni delicate e nella migliore delle ipotesi con lunghi periodi di convalescenza.

Salvo poi comunque ritrovarti che non hai l’elasticità e la libertà di movimento che avevi prima.

dolore alla schiena zona lombare cause

 

Mal di schiena lombare: e se il colpevole fosse il maggiordomo?

Come insegnano i migliori film gialli di Agatha Christie, molto spesso il vero colpevole è esattamente sotto gli occhi di tutti ma proprio per questo non ci pensa nessuno!

In effetti il mio lavoro di postural trainer è piuttosto simile a quello di un investigatore. Se fai questo lavoro fatto bene devi assolutamente evitare di cadere nel tranello di guardare solo agli indizi apparentemente evidenti e andare invece alla ricerca della VERA causa.

Me lo hanno insegnato, ne sono convinta e lo dico sempre :

‘TIMELINE..ANALISI POSTURALE E LAVORO SULLA CAUSA..’

E così ho fatto con il caso di Flavia.

Inizio la raccolta dati, ma dalla TIMELINE non emerge nulla di particolare, e l’unica causa apparente sembrerebbe essere il lavoro che faceva in passato in cui doveva alzare carichi abbastanza pesanti per 8 ore al giorno. Una causa che sembrerebbe giustificare tutti i mal di schiena lombare di Flavia.

Ma a me non convince.

Passo quindi a farle l’ ANALISI POSTURALE sperando di avere qualche preziosa informazione in più sul suo vissuto e sul suo atteggiamento posturale.

A quel punto la mia attenzione viene completamente attirata dalle sue GINOCCHIA: quello che la gonna lunga copriva durante il colloquio erano le sue GINOCCHIA VALGHE, che, toccandosi, lasciavano uno spazio tra i piedi di circa 8 cm.

Le chiedo se non ha mai avuto traumi alle ginocchia, anche, caviglie.

Negativo.

Solo nell’ultimo periodo oltre al dolore alla schiena le era emerso un dolore all’ anca sinistra quando camminava un po’ più del solito.

A questo punto cosa fare? Lavorare sulla colonna ipotizzando che CAUSA ed EFFETTO coincidano, dato il lavoro intenso di sollevamento di carichi protratto per circa quindici anni? o lavorare sulle ginocchia e credere alla mia intuizione?

Una vocina dentro di me cercava di dirmi

‘Katia… è praticamente impossibile che un VALGISMO abbia provocato un’alterazione così forte sull’intero sistema da far uscire un’ernia e provocare così tanto dolore a livello lombare. Iniziamo a lavorare sulla colonna e diamole libertà’.

Un’altra parte di me diceva invece “Katia, fidati del tuo istinto, continua a cercare”. 

Ma si sa, a volte nella dura battaglia fra mente e istinto, noi umani preferiamo dare la vittoria alla mente anziché all’istinto. Sembra più sicuro. Ed in effetti è quello che fanno molti, personal trainer e dottori compresi.

Sentendo queste due vocine combattere dentro di me ho deciso per fare una strategia “a cipolla”. Prima ho deciso di dare ragione alla mente. Ma in cuor mio ero quasi certa che avrei dovuto passare a lavorare sullo strato successivo e dare ragione all’intuito.

E così ho fatto: imposto tutta la seduta su un lavoro con esercizi mirati sulla colonna e riallungo della zona lombare.

Terminata la seduta, Flavia si alza e sembra stare meglio. E io penso:

‘Ah, forse il mio intuito sbagliava’

In realtà, non si sbagliava affatto! Flavia infatti torna la settimana successiva dicendomi che per alcuni giorni è stata meglio, ma che poi il dolore è tornato facendosi sentire ancor più forte di prima…

A-HA! Ancora una volta aveva ragione il mio intuito! E cominciava in me a farsi strada sempre più forte la certezza che avrei potuto dare a Flavia quei risultati e quel sollievo che tante soluzioni e nemmeno la stessa chirurgia erano riuscite a darle.

Quindi sfodero la potentissima arma della QUADRUPEDIA.

Spiego a Flavia il mio ragionamento e il motivo dell’ applicazione dell’esercizio. Lei mi dice semplicemente che è nelle mie mani e che vuole solo stare meglio!

Imposto il lavoro di QUADRUPEDIA, calibrando bene tensioni, fastidi, compensi messi in atto e respiro. Focalizzo la mia attenzione alle ginocchia, cercando di portarle il più possibile alla fisiologia.

Faccio rimanere Flavia in posizione per circa una decina di minuti e ripeto l’esercizio tre volte.

Al termine è esausta, stanca (fisicamente e mentalmente dato il pesante impegno propriocettivo che l’esercizio richiede!).

Le chiedo di provare ad auto testarsi e di compiere un movimento che solitamente le crea fastidio/dolore o che normalmente non riesce a fare. Lei mi dice che già allacciarsi le scarpe senza sedersi sarebbe una conquista. Le dico di provare a farlo. Lei ride. Io la esorto a provare. Si inchina, lentamente, molto lentamente, aspettandosi che da un momento all’ altro quella schiena maledetta le desse il segnale di STOP.

Ma così non è. Flavia si inchina, senza dolore, con maggior mobilità e scioltezza.

Mi guarda e inizia a ridere. Mi chiede subito cosa deve fare perché il beneficio continui e non cessi dopo alcuni giorni (date le esperienze passate ha paura che sia solo un benessere momentaneo).

Le spiego come fare l’ esercizio a casa e le chiedo di farlo ogni giorno mattina e sera per cinque minuti a volta.

Rivedo Flavia la settimana successiva e mi dice che il dolore è calato di un sicuro 50% !!

Ora Flavia è alla quinta seduta, il dolore alla schiena è scomparso.

E’ rimasto solo un leggero fastidio all’anca sinistra che comunque sta passando.

Da tre settimane ha ripreso le passeggiate serali che da mezz’ora sono diventate di un’ora circa. Ora può dedicare più tempo a giocare con sua figlia senza paura di bloccarsi in ogni momento.

Flavia ha ripreso a godersi la vita, si sta riprendendo i suoi 49 anni. Si sta gustando il sapore di ogni giornata senza quell’assillante e continuo fastidio che la perseguitava e limitava in tutto.

2 pensieri su “Dolore alla schiena in zona lombare: e se invece fosse solo colpa delle tue ginocchia?

  1. Alessandro Berenato

    La vera essenza e soddisfazione di un Personal Trainer, aiutare le persone a stare meglio per vivere una vita “normale” e dignitosa, goduta a pieno nella sua semplicità…molti se ne dimenticano, colpa della frenesia odierna, brava Katia 😉

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    1. Katia Vaccari Autore articolo

      Grazie Alessandro! Hai proprio ragione… molte volte ci si dimentica che per prima cosa il cliente è una persona! Il personal è globale, e ti accompagna in un percorso anche fuori dalla palestra. Sono contenta che questo messaggio per me fondamentale, passi. a presto. buon lavoro

      Rispondi

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